STORIA

 

CHEF CRISTINA BOWERMAN CHEF CRISTINA BOWERMAN Ristorante GLASS HOSTARIA
CRISTINA BOWERMAN, una delle poche lady-chef italiane ad avere una stella Michelin, è nata a Cerignola, in provincia di Foggia, e cresciuta a Bari. Dopo la laurea in Giurisprudenza, nel 1992 lascia la Puglia per gli Stati Uniti, destinazione San Francisco. Dopo ulteriori studi forensi, prima, e in graphic design poi, si afferma come grafica per una catena di ristorazione. Questa esperienza, e la passione per la cucina insita nel suo Dna familiare, la portano a conseguire la laurea in Culinary Arts alla Texas Culinary Academy di Austin e a intraprendere una nuoca carriera come cuoca. Nel 2005 decide di tornare in Italia, a Roma, per approfondire la conoscenza della cucina italiana; dopo un’importante esperienza al Convivio dei fratelli Troiani approda da Glass Hostaria, locale aperto da pochi anni nel cuore di Trastevere da Fabio Spada e Silvia Sacerdoti. Qui porta la sua cucina decisamente originale, frutto delle diverse esperienze all’estero e dei tanti viaggi personali e professionali, che negli anni si arricchisce ed evolve costantemente grazie a numerosi stage presso importanti ristoranti di tutto il mondo per apprendere e affinare tecniche e conoscenze nuove, da riportare a Roma e riproporre con il suo tocco personale. Una cucina talvolta provocatoria, ma sempre riconoscibile e gustosa che sa far dialogare in un mix entusiasmante estremi come globale e locale, contemporaneità e tradizione. Nel 2012, sempre con Fabio Spada e Silvia Sacerdoti, dà vita anche a Romeo Chef&Baker, locale multifunzionale che è insieme ristorante, forno e gastronomia. La consacrazione della stella Michelin nel 2010 e i numerosi altri riconoscimenti non placano la sua voglia di studiare, sperimentare e rischiare, dedicandosi ad esempio anche allo street food, che sia in chiave gourmet o on the road. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro per Mondadori: Da Cerignola a San Francisco e ritorno – La mia vita di chef controcorrente.


 

Schermata 2015-02-17 a 12_46_52 CHEF VITTORIO COLLEONI del Ristorante SAN MARTINO TREVIGLIO
VITTORIO COLLEONI del ristorante San Martino di Treviglio, ininterrottamente stellato dal 1994 ad oggi, mantenedo lo stesso nome e la stessa personalissima gestione familiare. Vittorio, l’ultimo dei fratelli Colleoni, nato nel 1984 è l’alter ego del Fratello Marco nel gestire le cucine del ristorante. Il suo entusiasmo lo guida ad una ricerca continua del miglioramento, in uno studio approfondito delle nuove tendenze e tecniche della cucina. Dirige lo sviluppo della cucina e la proposta delle innovazioni.


 

DANIELE USAI CHEF DANIELE USAI Ristorante IL TINO
DANIELE USAI del ristorante il Tino di Ostia dove è nato nel 1977, Daniele Racconta: “sono stato fin da piccolo affascinato dalla cucina, avendo avuto come prime maestre mia nonna e mia madre, entrambe cuoche eccelse. Ho mosso i miei primi passi nelle cucine di alcuni ristoranti locali, mentre terminavo gli studi di ragioneria. Appena finita scuola sono partito per Londra ed ho avuto la fortuna di passare 1 anno nella cucina di Antonio Carluccio al “Neal street restaurant”. Tornato in Italia ho lavorato per 3 anni al “Dukes” di Roma, dove ho appreso molto per quanto riguarda la gestione di una cucina, e dove ho conosciuto Claudio Bronzi, mio attuale socio al Tino. Terminata questa esperienza avevo fame di crescere tecnicamente, e tra le varie esperienze che ho fatto, le più significative, sono state i due anni passati alle “Terrazze dell’hotel Eden” con lo chef Enrico Derflingher e lo Stage all “Albereta” di Gualtiero Marchesi. Durante tutto questo periodo, quando potevo, ho dedicato tempo frequentando corsi specifici di formazione presso alcune scuole di cucina come “L’Etoile” di Chioggia, ed ho conseguito il diploma da Sommelier all’ AIS di Roma. Nel 2006 finalmente io e Claudio abbiamo rilevato la nostra Attività, il Tino di Ostia. Entrati a far parte dell associazione jre Italia nel 2011. Stella Michelin nella guida 2015”.


 

CHEF RICCARDO AGOSTINI CHEF RICCARDO AGOSTINI Ristorante IL PIASTRINO
RICCARDO AGOSTINI del Ristorante il Piastrino di Pennabilli (RN) racconta di aver voluto fare sempre lo chef, di Pennabilli un paese decentrato a cavallo tra Marche, Toscana e Romagna. Frequenta la scuola alberghiera, dopo non poche difficoltà e qualche esperienza  negli alberghi della riviera (pensava addirittura di cambiare mestiere), gli si presenta l’opportunità di un ristorante a San Martino al fianco dello Chef Luigi Sartini. L’occasione più importante arriverà qualche anno dopo: uno stage da Vissani. Un esperienza molto dura in cui dovette riniziare da zero, ma più va avanti e più cresce la fiducia nei suoi confronti, entra a far parte della brigata di Vissani, fino a ricoprire i ruoli più importanti; un esperienza che dura 10 anni e che gli ha permesso, oltre che lavorare al fianco di uno chef di alto livello, di conoscere il mondo della cucina e della ristorazione a 360°. Ma c’è soprattutto il resto di questa formazione, i fondamenti che segnano ancora oggi il suo modo di lavorare: la conoscenza di una cucina diversa da quella abituale, girando in lungo e in largo per partecipare a manifestazioni, inventare bisbocce di lusso, ed affiancare anche altre “grandi” brigate, e di poter così confrontare diverse realtà. Secondo Riccardo il bello di questa cucina itinerante è quello di poter usufruire e manipolare le materie prime più diverse, e anche visitare le cucine regionali al fianco di un profondo conoscitore dei sapori e degli aromi del nostro paese. Aprirà il piastrino nel 2007 ed appena due anni dopo ha ricevuto la Stella Michelin.


 

ErricoRecanatiDef CHEF ERRICO RECANATI Ristorante ANDREINA
ERRICO RECANATI del ristorante Andreina a Loreto (AN). Classe 1973, le caratteristiche della sua cucina: La sua base parte dalla tradizione della cucina italiana legata al territorio e a i suoi prodotti di eccellenza. Errico racconta la sua cucina così: “ Partiamo da una forte tradizione: oggi con tecniche e modalità nuove” ancora “Il Piatto è sapore e natura, là dove si parla di verità degli ingredienti. E’ l’unico modo per esprimere la semplicità e infatti sto lavorando sempre più con pochi ingredienti, dove c’è semplicità non c’è inganno, c’è solo cucina buona o cattiva” e infine “un piatto deve poter emozionare tutte le generazioni per poter generare un ricordo: se questo non succede non avremo generato Vita! Per questo io cerco una cucina senza età, che si spoglia delle mode del momento ed è vicina al cuore di ognuno di noi”.
Lunghissimo e vario il suo curriculum, la sua formazione spazia dal diploma di perito agrario, al corso di perfezionamento “Dessert da Ristorazione” condotto dal maestro Bruno Pastarelli, corso di tecnologia al cioccolato “L’atelier de Restauration” Diretto da Frédéric Bau, i corsi di perfezionamento con il maestro Sergio Mei: “Il Tartufo secondo Sergio Mei”, Cucina Creativa alla Padella” fino alla formazione nel Ristorante Vissani, di cui farà parte anche della sua brigata in diverse occasioni. Dal 1997 Chef del Ristorante Andreina che nel 2013 ottiene la Stella Michelin.


 

Screenshot 2015-02-10 14_15_51 CHEF AURORA MAZZUCCHELLI Ristorante MARCONI
AURORA MAZZUCCHELLIè nata a Bologna nel 1973 da una famiglia da sempre vocata alla ristorazione, papà cuoco e mamma sfoglina.
Dopo aver frequentato l’istituto alberghiero, nel 1983 entra subito nello staff del ristorante dei genitori. Nel 2000 insieme al fratello Massimo prende le redini del ristorante Marconi iniziando così il suo percorso in cucina, unendo creatività, curiosità e grande personalità ad una costante attenzione ai prodotti del territorio e della tradizione. Gli anni dal 2002 al 2006 sono quelli delle esperienze nelle cucine dei grandi chef: Herbert Hintner, Gaetano Trovato, Paolo Lopriore e lo chef basco Martin Berasategui. Si dedica inoltre all’approfondimento dell’arte pasticcera con il Maestro Pasticcere Gino Fabbri. Nel 2008 arriva la prima stella dalla Guida Michelin, a cui seguiranno nel corso degli anni altri importanti riconoscimenti dalle principali guide gastronomiche italiane (L’Espresso, Gambero Rosso, Touring Club e Jeunes Restaurateurs d’Europe). Nel 2012 viene premiata dal giornalista Paolo Marchi come “Migliore Chef d’Italia” dalla guida Identità Golose. La sua presenza è molto richiesta nelle più importanti manifestazioni gastronomiche straniere per divulgare la sua cucina e le eccellenze italiane all’estero: viaggia tra Canada, Perù, Svizzera, Spagna e Polonia. In Italia ha cucinato per grandi simboli del made in Italy, come la casa automobilistica Ferrari, il FuoriSalone del Mobile, il Four Season di Milano. È Ambassador del progetto solidale internazionale We Woman for Expo 2015.

“Nella vita privata come nel lavoro, sono fast a pensare ma slow nel riflettere. Sono due cose diverse. Mi piace sentire l’appartenenza delle cose che vivo, mi piace maturarle, è un modo per spronare me stessa, un lavoro interiore automatico, necessario per capirmi. I piatti che cucino… ho bisogno di sentirli, che abbiano un racconto, ed è un bisogno primario, come respirare.
Infilare la giacca da cuoco è stata una scelta naturale, non l’unica possibilità per il fatto di avere i genitori chef. Dovevo, volevo, ardevo dal bisogno di confrontarmi con ciò con cui vivevo. E questo con cui è diventato per cui. La Cucina. Ecco il bisogno primario: emozionarmi per quello che faccio, ma anche non aver timore di stimoli nuovi, forti, per nutrirmi e poter quindi dare nutrimento agli altri”.

Screenshot 2015-02-10 14_09_09 CHEF ISA MAZZOCCHI Ristorante LA PALTA
ISA MAZZOCCHI nata a Borgonovo nel 1968, diplomata alla scuola Alberghiera di Salsomaggiore, ha poi lavorato per due anni con lo Chef Geoges Cogny. A 18 anni partecipa rappresentando l’Italia al concorso per giovani Commis di cucina promosso dalla Caine De Rotisseurs a Nizza, classificandosi terza con la medaglia di bronzo. L’anno dopo si progetta il nuovo ristorante La Palta, che ora gestisce con la sorella e i rispettivi mariti. Seguono stage formativi in ristoranti come: Il Cavallo Bianco, Chef Paolo Vai: Il Rododentro, Chef Mary Barale; Vissani, Chef Gianfranco Vissani; L’albereta, Chef Gualtiero Marchesi; Zur Ros, Chef Herbert Hintner; Panoramica, Chef Luca Casadio; Antica Osteria del Teatro, Chef Filippo Chiappini Dattilo. In seguito Corsi a: L’Ecole Du Chocolat a Tain L’Hermitage; L’Etoile a Sottomarina di Chioggia. Nel gennaio 2004 il corriere della sera le dedica una pagina scritta da Beppe Servegnini che la definisce “La Chef dall’equilibrio morbido” nel dicembre dello stesso anno la guida del Sole 24 Ore la classifica emergente per l’Emilia come anche Paolo Marchini nella sua guida. Nel 2005 Il Magazine L’Espresso la mette tra le migliori Chef Donna, nel 2006 è Borgonovese dell’anno, per aver portato l’alta cucina a Bilegno.
E’ stata protagonista di Cucine D’Italia al Gambero Rosso Channel, collabora alla scuola di ALMA come docente esterno. Nel 2010 La Michelin assegna 2 Forchette, il gambero rosso assegna 2 Forchette, L’Espresso assegna 15,5 su 20, Veronelli assegna 2 Stelle. Dal 2009 fa parte dell’associazione dell’emilia Romagna CHEF to CHEF, il cui presidente in carica è Igles Corelli. Lo scorso novembre ha presentato il suo libro “CUO CHI” scritto da Alessandra Locatelli con Claudio Cesena del Relais Cascina Scottina Di Cadeo. Da tre anni partecipa a Enologica come relatrice. In THE BEST FEMAL CHEF viene classificata tra le 10 migliori cuoche del nord Italia 2011. Il 16 Novembre 2011 La Micheli Assegna una Stella.

10387309_370077429840645_8335038865291648253_n CHEF MICHELE BIAGIOLA Ristorante ENOTECA LE CASE
MICHELE BIAGIOLA, classe 1973, è uno degli chef italiani di maggior talento. La sua cucina è difficilmente circoscrivibile all’interno di categorie predefinite; né di stampo classico né di avanguardia in senso stretto, essa dipende in maniera pressoché totale dal territorio di appartenenza, dalla tradizione gastronomica marchigiana e dalle esperienze professionali e umane che costellano la vita dello chef. I suoi piatti flirtano con la cucina popolare, con la memoria personale e collettiva, con gli usi convenzionali degli alimenti, ma poi prendono il largo, si rendono autonomi e vivono liberamente grazie alla grande forza che emanano. Nel suo laboratorio immerso nella campagna maceratese, l’Enoteca le Case, ha intrapreso una strada ardita e complicata: tenere in equilibrio una proposta commerciale d’eccellenza con una cucina etica, che pratica in maniera inappuntabile il chilometro zero e il biologico e di conseguenza la stagionalità e la territorialità. Una cucina viscerale intrisa di impegno e passione. Il piatto che più lo rappresenta è l’“Orto nel piatto”: una selezione di tante erbe che crescono spontaneamente nella campagna italiana, adagiate su una base vegetale e millimetricamente distanziate l’una dall’altra per fare di ogni boccone e di ogni sapore una sensazione differente, buona o cattiva che sia. È un modo per dimostrare che gli elementi naturali sono in grado di regalare una sensorialità complessa, ed è la maniera migliore di declinare la territorialità e quindi la cucina italiana di valore.


 

Screenshot 2015-02-10 13_59_26 CHEF NICOLA DAMIANI Ristorante OSTERIA DI PASSIGNANO
NICOLA DAMIANI dice di lui “sono nato a Pisa il 19/10/1978, sono cresciuto a Cascina con i miei genitori e mio fratello Alessio, di 3 anni più grande. Nel 2004 mi sono sposato con Tatiana ed insieme ai nostri due figli (Noemi 21 anni e Edelu Enrico di 8) abitiamo nelle colline del Chianti. La mia passione per la cucina è nata quando a 14 anni ho deciso di frequentare l’istituto alberghiero G. MINUTO a Massa Carrara dove per 5 anni ho vissuto in convitto, tornando a casa solo nel fine settimana. Ho conseguito il diploma nel medesimo istituto nel 1997.  Nei periodi estivi, sia prima del diploma che successivamente, ho lavorato in Versilia presso l’Hotel Franceschi, albergo della famosa Capannina di Forte dei Marmi e presso il ristorante L’Orsa Maggiore dove sono riuscito a coprire la mansione di Capo Partita ai Primi Piatti. Dopo un’esperienza in Lunigiana durata circa un anno e una stagione estiva all’Isola d’Elba ,nel 2002 ho conosciuto Marcello Crini, Patron insieme alla famiglia Antinori dell’Osteria di Passignano. Con lui sono riuscito a crescere grazie a numerosi viaggi enogastronomici, alla ricerca di materie prime e produttori tipici, sia in Italia che all’estero. Nel 2007 insieme al collega Matia Barciulli è arrivata la gratificazione della stella Michelin, traguardo che non ha sminuito la voglia di migliorare e crescere, cosi da poter soddisfare e incuriosire la clientela dell’Osteria di Passignano”.


CHEF RAFFAELE ROS CHEF RAFFAELE ROS Ristorante SAN MARTINO

RAFFAELE ROS Quattro generazioni, tanto c’è voluto per arrivare fino a qui. La storia della famiglia Berto è una storia legata ad un territorio che da sempre crea socialità, luoghi di ritrovo, tradizione. La “schiettezza delle genti venete” torna utile oggi per indicare nel San Martino un luogo della memoria tenuta viva dalla volontà di Michela Berto e Raffaele Ros .Tutto inizia con trisnonna “Gegia” moglie di Francesco Berto che apre un’Osteria-Trattoria dove si gioca a carte e a bocce, sorseggiando “l’ombra”. Siamo agli inizi del Novecento. L’ultimo dei suoi sei figli Domenico detto “Bepi Menestro” acquista nel 1938 l’attuale stabile di Rio San Martino, frazione di Scorzè (Venezia). Passato al figlio Walter Berto che insieme alla moglie Luigina ne cambia completamente volto, il Ristorante prende il nome del Paese in cui risiede. Dei tre figli della coppia, è proprio Michela, terminati gli studi all’Istituto Alberghiero di Castelfranco (Treviso), a prendere in gestione il locale e grazie all’incontro nel 1978 con il marito lo chef Raffaele Ros, amore e passione per la cucina si fondono. Nel 1992, il  papà Walter cede il testimone, alla figlia Michela,
L’unione tra la creatività e l’esperienza di Raffaele  (Chef autodidatta), si uniscono alla professionalità in sala e alla dedizione per i vini di Michela dando vita a un connubio vincente. Michela, sommelier dal 2003 aggiunge a tutto ciò un’innata sensibilità per gli abbinamenti che gli ha permesso di vincere il primo  premio dell’A.I.S. Veneto per la miglior “Carta dei Vini della Ristorazione del Veneto 2013 ”. Raffaele , fa della ricerca di equilibrio nei piatti la sua cifra stilistica. Con il suo gusto per l’armonia degli elementi, specificità delle scelte di base, la sua capacità di esaltare esteticamente le composizioni creando abbinamenti ideali, ha portato il Ristorante ad essere segnalato nelle migliori guide gastronomiche nazionali aggiudicandosi una “ Stella Michelin nel 2014 ”.Oggi l’attenzione per i dettagli, la continua ricerca ma anche la rivisitazione della tradizione veneta, la stagionalità del prodotto e dei suoi colori, una carta dei vini ricca e aggiornata unita ad un nuovo ambiente trasformato da un progetto architettonico realizzato sulla specificità del luogo, sono gli ingredienti imprescindibili che danno al San Martino una nuova personalità con l’affidabilità che lo contraddistingue da quattro generazioni.


 

DINATO CHEF NICOLA DINATO Ristorante FEVA
NICOLA DINATO nasce a Camposampiero in provincia di Padova nel settembre del 1981, promotore della Cucina Madre e sviluppatore di idee per la ristorazione. Vive i suoi primi anni di vita esplorando la magia della cucina casalinga, facendone una ragione di vita. All’età adolescenziale scopre tra gli esploratori, dopo vari piccoli disastri, che quella sarebbe stata la sua strada, iscrivendosi e diplomandosi così all’Istituto Alberghiero G. Maffioli di Castelfranco nel 2000. Apprendista da subito al Ristorante Da Barbesin a Castelfranco Veneto, all’età di 20 anni decide di intraprendere il suo personale giro del mondo alla ricerca della qualità, dell’accrescimento professionale e con in testa il sogno di diventare un vero cuoco. Nel 2001 all’Osteria Da Fiore a Venezia come capo pasticcere, a fianco di Mara Martin e di una vera famiglia, promotori dell’autentica cucina veneziana di pesce, semplice ma di estrema qualità. Armato di due bagagli e di tanti sogni, nel 2002 vola a Londra, con l’alibi di imparare l’inglese ma in realtà di vedere tutti i suoi gruppi musicali preferiti e magari abbinare la carriera, prima al George Private Club dell’Harry’s Bar Group di Alberico Penati, poi nel 2003 al Gavroche di Michel RouxJr apprendendo così le basi della cucina classica francese. Un trampolino di lancio che lo porta nel 2004 a Nizza da Jouni, Atelier du Goût e nello stesso autunno a Le Louis XV di Alain Ducasse a Montecarlo approfondendo la cucina mediterranea portata ai massimi livelli. Dopo vari tentativi, parte per Roses ed entra a far parte dello staff di El Bulli di Ferran Adria per tutta la stagione 2005, aprendogli la mente dai classicismi delle scuole precedenti, l’esperienza che lo segnerà maggiormente. Nell’inverno 2005 vola a New York come Sous Chef a Bouley nel quartiere di Tribeca studiando l’approccio manageriale e di marketing applicato alla ristorazione, ritornando negli States nel 2011 a Chicago per uno stage all’Alinea di Grant Achatz. Nel 2007 torna in Italia, lavorando come chef in alcuni locali noti del trevigiano, promuovendo lasua regione nel 2008 alla William Angliss Institute di Melbourne con il workshop “Let’s taste Veneto’s Culture” e premiato come Chef Emergente del Nordest dal Touring Touring Club Italia nel 2009, per stabilirsi definitivamente nel suo primo ristorante, il Feva di Castelfranco Veneto.


 

VARESE CHEF VIVIANA VARESE Ristorante ALICE
VIVIANA VARESE La cucina è per Viviana sinonimo di vita. E, proprio come la vita, richiede passione, impegno, creatività, dedizione, umiltà. Tutte caratteristiche che la giovane Chef – nata nel 1974 a Salerno – dimostra di avere fin da piccola, quando si avvicina ai fornelli grazie alla trattoria di pesce di famiglia. La sua storia personale e professionale la porta poi a lasciare la Campania per crescere, imparare e formarsi in diversi locali (compreso l’Albereta, del Maestro Gualtiero Marchesi e El Celler De Can Roca, a Girona), fino ad aprire nel 1999 – a Orio Litta, nel lodigiano – il Girasole, la sua prima insegna. Poi, l’incontro con Sandra Ciciriello dà il naturale via a un’evoluzione velocissima e che non si è più arrestata, all’apertura nel 2007 di Alice Ristorante a Milano, ad ottenere la Prima Stella della Guida Michelin nel 2011 fino al trasferimento del ristorante all’interno di Eataly Smeraldo, sempre a Milano. Evoluzione che ha come obiettivo puntare sempre al meglio, senza smettere di studiare, sperimentare e cucinare prodotti di nicchia e di grande qualità. “Ma senza il pesce di Sandra, e senza tutti gli altri prodotti selezionati accuratamente, tutto questo non sarebbe possibile”, ci tiene a sottolineare Viviana. Perché è l’unione delle forze e dell’eccellenza che permette alla qualità di andare a braccetto con la creatività. I piatti di Viviana Varese guidano alla scoperta dei sapori del mare e della terra, combinando ingredienti di prima qualità per il piacere della vista e del palato. E la perfetta armonia dei sapori, nel rispetto della stagionalità, si fonde con le moderne tecnologie.


 

MASSIMILIANO CELESTE CHEF MASSIMILIANO CELESTE Ristorante IL PORTALE
MASSIMILIANO CELESTE Nato a Verbania il 25 gennaio del 1967, diplomato presso l’istituto tecnico alberghiero di Ceres come tecnico della ristorazione, Massimiliano Celeste da subito ha svolto le mansioni di cuoco presso vari ristoranti della riviera adriatica per cercare di immagazzinare il più possibile l’arte della cucina. Giovanissimo parte per la Germania dove ha svolto la sua professione in diversi alberghi dove ha avuto la possibilità di acquisire nuove tecniche di preparazione di cibi e soprattutto di vedere nuove ricette e piatti,a lui sconosciuti. Stanco della fredda Germania lo Chef Massimiliano parte per nuovi orizzonti toccando l’oriente dove ha avuto la fortuna di confrontarsi con numerosi chef di cucina di diverse etnie. Dall’anno 2000 è tornato a Verbania gestendo prima il ristorante di un albergo 4 * a Pallanza, successivamente prendendo in mano la gestione di un ristorante sempre sul lago per poi intraprendere il suo percorso da titolare di un ristorante tutto suo per poter dare vita alla sua grande creatività e passione


 

PAOLO GRAMAGLIA CHEF PAOLO GRAMAGLIA Ristorante PRESIDENT
PAOLO GRAMAGLIA. Adiacente al Santuario, a pochi metri dal sito archeologico di Pompei, il ristorante Il President è oggi la location ideale per emozionarsi a tavola. In cucina la brigata è coordinata dallo chef Paolo Gramaglia, il patron del prestigioso ristorante, situato al centro dell’Antica Pompei. Terminati gli studi matematici, lo chef Gramaglia ha seguito con attenzione gli insegnamenti del padre Salvatore, rivolgendo grande attenzione al proprio territorio di origine. Ha trasformato la propria passione per la storia e i viaggi in espressioni culinarie uniche ed indimenticabili. Dalla rivisitazione della cucina campana al recupero delle ricette dell’antica Domus Pompeiana, dai piatti prelibati ispirati alla Francia e alle Nazioni più prestigiose d’Europa ai sapori d’oltreoceano; il President è una continua scoperta. L’espressione massima del Buon Gusto, presentato in sala con grazia ed eleganza da Laila Buondonno con un team di professionisti, egregiamente formati per poter recepire al meglio le esigenze della clientela. Il President nasce nel 1993 come azienda di famiglia. Nel 2006 Paolo si pone da solo al comando  del ristorante e dà una caratterizzazione sempre più specifica al suo locale ed alla sua cucina, i riconoscimenti non tardano ad arrivare con la presenza su tutte le più autorevoli guide del settore,  sia nazionali che estere, Michelin, Espresso, Gambero Rosso, Slow Food, Touring,  Routard, Globe trotter Travel Guide,  solo per citarne alcune. Il 2015  è l’anno del President. Paolo prima ottiene il cappello della Guida dell’Espresso e, poi, la consacrazione tra i grandi della gastronomia, con il prestigioso riconoscimento della Stella Michelin.


 

La Chefs’ Cup Contest, giunta al quarto anno, si riconferma una competizione tra coppie di Chef stellati. Uno spettacolo dal vivo che coinvolge i 5 sensi. Le cene-evento si svolgeranno in 9 città italiane, dove il pubblico potrà ammirare gli show cooking e degustare i piatti. In ogni tappa una giuria di esperti voterà le creazioni degli Chef. Nella finale, che si terrà in Giappone, i due Chef della coppia vincitrice si affronteranno tra loro e saranno affiancati da Chef internazionali. Ognuno creerà la propria ricetta in una sfida all’ultimo colpo gastronomico.

L’idea che genera la competizione parte dal presupposto che nel XXI secolo l’enogastronomia è una forma d’arte alla stregua della pittura, della fotografia, della scrittura e della letteratura.

Le ricette degli Chef anche quest’anno daranno molta importanza al fattore BIO e alla qualità dei prodotti. Conosceremo gli Chef, vedremo gli show cooking preparatori delle ricette in gara, sentiremo i pareri dei giudici e del pubblico presente in sala che degusteranno i piatti e infine ascolteremo il giudizio della giuria.

Gli Chef competono creando ad hoc dei piatti d’alta cucina, lasciandosi ispirare dai principi della dieta mediterranea e dall’idea di creare “esperienze gastronomiche gourmet” con materie prime della tradizione.

Il pubblico presente avrà l’opportunità di gustare il menu speciale creato dagli Chef resident dei ristoranti con i sapori della tradizione di ogni città e di assaggiare e votare i piatti creati dagli Chef stellati in gara insieme ad una giuria di esperti del settore.

Ai cuochi protagonisti, quindi, il compito di inventare e reinterpretare un piatto ciascuno ispirato al tema artistico dell’edizione del 2016: COMICS/FUMETTI.

Le cene-evento si svolgono in 9 città italiane, alla presenza del pubblico che può ammirare gli show-cooking e degustare i piatti. In ogni tappa è presente una giuria composta da tre addetti ai lavori locali (giornalisti, critici gastronomici, food-blogger) che valuta le creazioni secondo i seguenti cinque criteri: aderenza al tema scelto, complicità di coppia, bontà del piatto, rapporto qualità/prezzo, valore estetico/artistico.

Nella finale la coppia di chef vincitrice verrà “scoppiata” e si sfiderà tra loro, affiancati da chef internazionali. In palio un viaggio nel paese “partner” dell’edizione, che quest’anno è il Giappone.

 

LA STORIA DI CHEFS’ CUP CONTEST IN NUMERI

  • 56 chef stellati che hanno partecipato
  • 38 ricette originali in gara
  • 20 chef resident e ristoranti che hanno ospitato le gare
  • 26 tappe italiane
  • 2 tappe internazionali (San Francisco nel 2013 e New York nel 2014)
  • 1 tappa ad Expo (Milano nel 2015)
  • 80 giudici italiani
  • 8 giudici internazionali
  • 30 sponsor che hanno sostenuto la manifestazione

 

 

 

 

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